La teoria del piano inclinato: dalla “libertà religiosa” alla pubblicazione degli indirizzi per offrire un «po’ di tumulti».

Spesso da parte del mondo cattolico si sente invocare la “libertà religiosa” come se fosse un valore da non dover essere limitato da altri diritti.
A vigilare sull’intolleranza nei confronti dei cristiani è attivo Oidce (Osservatorio sull’intolleranza e sulla discriminazione religiosa in Europa) che ogni anno pubblica un rapporto sui presunti casi di discriminazione religiosa nel vecchio contiente. Questo rapporto trova sempre molta eco nel mondo cattolico e viene citato anche da Avvenire.
Proprio uno di questi casi ha attirato nuovamente l’attenzione della stampa britannica.
Michael Black e John Morgan sono una coppia omosessuale che – nel marzo 2010 – avevano prenotato on line una camera presso lo Swiss Bed and Breakfast di Susanne Wilkinson a Cookham nello Berkshire.
Al loro arrivo al bed and breakfast Susanne Wilkinson si rifiutò di accoglierli nella sua struttura in quanto far dormire assieme una coppia omosessuale andava contro ai suoi principi religiosi.
Il caso attirò l’attenzione dei media e – secondo Oidce – Michael Black e John Morgan «stavano minacciando di citare in giudizio Francesco e Susanne Wilkinson» i quali venivano limitati nella loro libertà di coscienza.
In effetti la coppia intentò una causa legale e – come era facile prevedere – l’ha vinta ottenendo un risarcimento di 3.600 sterline da parte dei proprietari del Bed and Breakfast che erano difesi da un’associazione cristiana. In questo modo venne smentita la presunzione di Oidce di considerare il comportamento della coppia cristiana giustificato dalla libertà religiosa.
Dopo questa sentenza, si è riaccesa l’attenzione a seguito di alcuni tweet di Nick Griffin, leader del movimento di estrema destra Partito nazionale britannico e membro del parlamento europeo, che dal suo account twitter ha pubblicato in due tweet l’indirizzo della coppia omosessuale scrivendo: «Quindi signori Black & Morgan, al [l’indirizzo della coppia, ndr]. Un team britannico di giustizia arriverà fino a Huntington a darvi un po’ di tumulti in modo che vi ricordiate che la casa di una coppia inglese è il loro castello. Dite No alla eterofobia!”».
Ora c’è da sperare solamente che – in nome della libertà religiosa – non si pretenda anche essere liberi di offire “un po’ di tumulti” in casa di una coppia omosessuale discriminata da una coppia di cristiani in nome di una illimitata “libertà religiosa”.

In ogni caso questo conferma (seppur da un’altro punto di vista) la cosiddetta “teoria del piano inclinato” propugnata da parte del mondo cattolico. Infatti secondo tesi ospitate anche su Avvenire concedere diritti agli omosessuali (riconoscimento giuridico delle unioni di fatto o matrimonio per le coppie dello stesso sesso, possibilità di adozione, introduzione del reato di omofobia) sposterebbe la “pallina dei diritti” in una discesa inevitabile verso situazioni come il riconoscimento giuridico della poligamia o – come ha affermato il cardinale francese Barbarin – alla legittimazione dell’incesto.
Il caso britannico invece insegna che quando si vuole discriminare in nome dei propri principi religiosi, è facile che non ci si limiti alle emarginazioni ma si possa passare alle minacce fisiche vere e proprie.

 

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