Attenzione: per Tempi si è aperta la “caccia al cattolico”.

Certo che questo è proprio un brutto momento per Comunione e Liberazione ed i suoi simpatizzanti che devono subire, come scrive Pippo Corigliano su Tempi, «una manovra da parte dei giornali per staccare i simpatizzanti di Cl da Formigoni».
Non si può sapere se da parte dei giornali sia in atto una “manovra” simile ma se i ciellini simpatizzano tanto per Formigoni sicuramente saranno insensibili alle “sirene” dei giornali.

Insomma si vorrebbe minare «l’unità di una realtà nobile che ha portato la Lombardia a diventare la Regione guida in Italia per tanti aspetti, in particolare perché ha tentato di mettere in pratica la dottrina sociale della Chiesa che riempie la bocca di tanti e viene praticata da pochi».
Certamente se i presunti reati su cui sta indagando la magistratura dovessero essere confermati non dovrebbe essere una bella promozione per la dottrina sociale della Chiesa.

Insomma non è proprio il caso di farsi «intimidire da alcuni (supposti) peccati che saranno forse stati commessi» mentre bisogna rendersi «conto che è in atto una manovra nel nostro paese che non solo attacca il nemico di sempre, i cattolici, ma vuole azzerare qualsiasi concentrazione di potere politico».
Purtroppo in Italia non si va sotto processo (o sottoposti a fermo) per aver commesso dei peccati ma – più realmente – per aver commesso dei reati. Strano che i cattolici siano il “nemico di sempre” se si pensa che un partito di chiara derivazione cristiana come la Democrazia Cristiana ha governato ininterrottamente dal 1946 al 1981 (ma è stato presente anche successivamente) mentre Formigoni è presidente della regione Lombardia dal 1995.

Colpevoli di tutto questo sono i giornali che «instillano stima e simpatia soltanto per i tecnici». Corigliano forse dimentica che Formigoni appartiene ad un partito (il Pdl) che sostiene un governo di “tecnici” come quello Monti?

Una campagna decisa dalla «solita oligarchia che decide le sorti del mondo e di quel paese “insignificante” che è l’Italia», quella Italia che Corigliano definisce «un paese simpatico a tutti, eccetto che a loro per il semplice fatto che è considerato un paese cattolico, mentre quei signori sono di cultura protestante, puritana, capitalista selvaggia e illuminista».
Certo resta da capire chi sia questa “solita oligarchia” e chi siano questi “signori di cultura protestante”: ora in Italia comandano i protestanti?

Davanti a questa “minaccia” è proprio il caso che è necessario «avvisare i cattolici che c’è un disegno in questo senso e che non bisogna cadere nella trappola del “ma qualcosa Formigoni e Simone hanno fatto”. Il problema non è quello, perché nessuno di noi è senza peccato».
Questo è vero: nessuno è senza peccato però la maggior parte degli italiani sono “senza reato” e la magistratura non indaga sui peccati ma sui reati.

Il problema però è un altro, infatti «il problema è che altri ci mettono i bastoni fra le ruote e invece l’Italia, proprio perché è un paese cattolico, ha da insegnare al mondo intero tante cose, purché si scelgano gli uomini giusti alla faccia degli iettatori che gettano fango».
Sarebbe interessante sapere chi sono questi «altri che ci mettono i bastoni tra le ruote». Sarebbe inoltre interessante sapere su quali basi Corigliano definisce l’Italia come un “paese cattolico” quando anche un sociologo di chiare simpatie cattoliche come Massimo Introvigne sostiene che la secolarizzazione interessa i 2/3 della popolazione: una percentuale che – secondo Introvigne – è superiore addirittura alla “laicissima” Francia.
Inoltre cosa avrebbe da insegnare l’Italia al mondo intero? Forse come finire al sessantunesimo posto nella classifica di Indice di trasparenza internazionale? Oppure per essere famosi per mafia e ‘ndrangheta? O peggio ancora per costruire case che si sbriciolano alla prima scossa sismica?
Sicuramente Corigliano ha ragione ad affermare che è importante scegliere gli uomini giusti: a ciascuno di noi considerare se Formigoni e gli altri tredici consiglieri regionali lombardi indagati (tra cui cinque arrestati) siano gli uomini giusti.

E quindi – secondo Corigliano – ci sono le domande che devono porgersi i cattolici tra cui «Come fa un ragazzo di famiglia povera come Obama a studiare in una costosissima università fino a diventare presidente degli Stati Uniti?».
Sebbene sia difficile capire cosa “c’azzecchi” il fatto che Obama abbia studiato in una costosissima università con i problemi di Formigoni, la risposta è la più semplice che possa esistere: Obama ha studiato alla Columbia University grazie ad una borsa di studio. Infatti – e forse su questo si potrebbe prendere esempio dagli Usa – anche un ragazzo povero di famiglia povera può diventare presidente degli Stati Uniti. O forse questa possibilità – negli Usa come in Italia – dovrebbe essere riservata solo alle classi più agiate?
Se è inverosimile che un afroamericano di umili origini sia diventato il presidente degli Stati uniti forse è più inverosimile che 2000 anni fa ci fosse un “figlio di dio” (ma nato da una vergine ed adottato da un falegname) che è risorto dopo essere stato messo in croce: quello che ha fatto Obama è niente al confronto.

Insomma la minaccia sarebbe «la grande finanza internazionale e la comunicazione (stampa, tv e affini), che da essa dipende, (…) una tenaglia che ti strozza appena vai fuori strada».
In effetti la stampa internazionale dedica spesso attenzione alle vicende italiane.
The Guardian scrive che «ci sono state gravi accuse sulla correttezza di politici come Francesco Rutelli e Roberto Formigoni» mentre per Reuters «il governatore della Lombardia Roberto Formigoni, un alleato di Berlusconi, è indagato con l’accusa di aver accettato circa 8,5 milioni di euro in tangenti, compresi viaggi e cene, pagati da uomini d’affari presumibilmente per contribuire a garantire affari favorevoli». Anche il prestigioso The Washington Post ha scritto dell’arresto di Domenico Zambetti e delle collusioni con la ‘ndrangheta.
Insomma tutta questa sarebbe per Corigliano «una tenaglia che ti strozza appena vai fuori strada». Forse la strada da cui non bisogna uscire è molto semplicemente quella della legalità mentre la stampa ha solo il compito di essere il “quarto potere”: ossia il “cane da guardia” nei confronti della classe politica.

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3 pensieri su “Attenzione: per Tempi si è aperta la “caccia al cattolico”.

  1. Stefano Lappi

    Il solito piagnisteo!
    Voler sempre mescolare le cose di Dio con le cose di Cesare non può che portare a questo vittimismo.
    Dovremmo saperlo, essere uomini di fede di fronte al mondo comporta la diffamazione, la persecuzione, i pericoli, la spada a volte fino al martirio per coloro che ne sono chiamati.
    Gesú ci aveva messo in guardia su tutto: “vi mando come pecore in mezzo ai lupi”, “guai a voi, quando tutti diranno bene di voi”, “riceverete il centuplo assieme a persecuzioni”, ecc.
    La testimonianza del Vangelo, della conversione, delle croce e della resurrezione, rompono gli schemi dei potenti che si sentono rovesciare dai troni.
    Ma in Lombardia é successo qualcosa di diverso, stiamo parlando di corruzione, le persone più vicine, gli amici, quelli che pagavano vacanze, fuori da ogni criterio Francescano, all’uomo più influente della regione, sono in galera per corruzione, metà della giunta é indagata per reati gravissimi contro il tanto inneggiato bene comune.
    É vero, dobbiamo fare dei distinguo, conosciamo le macchine mediatiche del fango, ma qui non stiamo parlando di martiri, ma di ladri. (Giuda non voleva che la Maddalena con l’olio prezioso, rendesse onore al Cristo non tanto per parsimonia, ma appunto perché era un ladro, ancor prima di essere traditore).
    É vero la Lombardia potrebbe essere presa a modello per i criteri e le modalità di governo della sanità, dell’istruzione, tanto di cappello, ma non possiamo non considerare che é una regione ricchissima per ragioni che risalgono ad una storia che nasce ben più lontana di quella dei nostri odierni “burattini e burattinai”.
    Ma non stiamo parlando neppure di questo. Stiamo parlando di tutti quelli che si ergono a paladini della chiesa, raccolgono voti in nome e per conto dei credenti, di coloro che si sentono investiti dall’alto questa vocazione, questa nobile chiamata, salvo poi lamentarsi e gridare al complotto alla persecuzione contro i cattolici (di Diocleziana memoria) quando vengono scoperti con le mani nella marmellata.
    I cristiani che vogliono, anzi che devono impegnarsi in politica lo facciano, ma non in nome della chiesa, basta coi partiti cristiani (o millantanti tali), si limitassero a dare a Dio quello che è di Dio e a Cesare ciò che gli é proprio.
    Che pena, che scandalo!

    Buona domenica
    Stefano Lappi

    Rispondi
    1. Cagliostro Autore articolo

      Gentile Stefano,
      grazie per il tuo commento.
      Pur non essendo cattolico condivido il tuo pensiero e credo che i primi a dover essere scandalizzati ed offesi per le situazioni che stanno emergendo debbano essere proprio i cattolici: purtroppo non sembra sia così per tutti.

      Buona serata e buon inizio di settimana

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    2. Luigi Pellini

      Questo (Formigoni) fa il vittimista, ma questo non è un cattolico, affiliato alla famigerata “Comunione e Disperazione” che a sua volta controlla la Compagnia delle Opere. Tu prima di essere un cristiano sei uno stronzo e basta.

      Rispondi

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