Tempi: «Azienda Usa condannata dal governo a pagare multa milionaria». “Tempi” di cercare meglio le notizie?

«Se la Hobby Lobby non paga aborto e condom ai dipendenti, la multa è di oltre un milione di dollari»: così titola Tempi in un articolo a firma di Benedetta Frigerio sul caso di Hobby Lobby, un’azienda americana nella vendità di prodotti di bricolage che, come scrive Benedetta Frigerio, «dovrà pagare una multa di 1 milione e 300 dollari al giorno qualora si rifiutasse di non pagare l’aborto e la contraccezione ai propri dipendenti».
Secondo Tempi «la multa giornaliera stabilita dal governo la priverebbe di più di 474 milioni di dollari all’anno»: per fortuna la realtà è un po’ diversa.
Secondo quanto riportato anche dal The Washington Post, The Huffinton Post e dall’agenzia internazionale di stampa Associated Press, la grande catena della distribuzione di prodotti per il fai da te si è rifiutata di pagare l’assicurazione sanitaria prevista dalla riforma Obama ma l’obiezione non riguarda i condom (che ovviamente non sono coperti dalle assicurazioni sanitarie né tantomeno devono essere pagati dalle aziende) ma la pillola del giorno dopo.
Inoltre né il giudice Joe Heaton che ha in carico il caso né tantomeno il governo – che di certo non ha questo potere – hanno mai stabilito una multa giornaliera.

Molto più semplicemente è stata Hobby Lobby ad affermare che pagherebbe una multa giornaliera di 1.3 milioni di dollari nel caso in cui fosse obbligata a garantire la copertura sanitaria anche per la pillola del giorno dopo: resta il dubbio su come i legali di Hobby Lobby abbiano potuto stimare un importo così preciso non essendoci stata nessuna sentenza in merito.

Il giudice Joe Heaton che dovrà giudicare sul caso della Hobby Lobby dovrà tener conto della sentenza del giudice Carol E. Jackson (un giudice inoltre nominato da George H. W. Bush) che ha stabilito che la riforma di Obama non lede la libertà religiosa.

In un caso analogo il giudice Jackson ha rilevato che la riforma di Obama esenta chiese, moschee, altri luoghi di culto e scuole, ospedali e altre organizzazioni con affiliazioni religiose dal fornire una copertura contraccettiva direttamente, ponendo l’onere sulle compagnie di assicurazione ma un privato non può beneficiarsene.
La riforma Obama – secondo il giudice Jackson – non lede la libertà religiosa – secondo quanto riporta anche The New York Times – perché l’uso della contraccezione costituisce una “decisione indipendente” dell’impiegato e non è diversa dalla sua decisione qualora scegliesse di usare parte dello stipendio (dato ovviamente dall’azienda) per comprare dei contraccezionali che chiaramente non lede la libertà religiosa del datore di lavoro.

Ovviamente resta incomprensibile il motivo per cui Benedetta Frigerio scriva su Tempi che «la multa giornaliera stabilita dal governo priverebbe (Hobby Lobby, ndr) di più di 474 milioni di dollari all’anno» quando sarebbe bastata una semplicissima ricerca su Google news per appurare che né nessun giudice né tantomeno il governo federale (che non ha questo potere) hanno mai imposto di pagare una simile somma.

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