Una notizia per il Forum delle associazioni familiari: la famiglia omosessuale aiuta anche quella eterosessuale.

Mentre gli altri Paesi approvano il matrimonio per le coppie dello stesso sesso, in Italia ci si limita a discutere di riconoscimento delle unioni civili con alcuni interventi favorevoli anche dal centrodestra.
Contro questi interventi si è scagliata l’associazione politica di orientamento cattolico Forum delle associazioni familiari con una lettera aperta pubblicata sul giornale dei vescovi italiani Avvenire.
L’associazione definisce il mancato riconoscimento delle unioni omosessuali come un «ipotetico torto» a danno di «cosiddetti diritti civili negati» e si domanda se tali diritti siano veramente negati: «Ma sono davvero negati, questi diritti? E quali? Il diritto ad amarsi? Il diritto a convivere? Il diritto a non avere i propri redditi assommati nel computo delle imposte? Il diritto a nessun obbligo giuridico di mantenimento verso alcuno?». Per fortuna in Italia non è la legge che stabilisce chi amare e con chi convivere: per quanto riguarda il «diritto a non avere i propri redditi assommati nel computo delle imposte» o il «diritto a nessun obbligo giuridico di mantenimento» bisogna specificare che questa situazione riguarda anche le tante coppie eterosessuali che decidono di non sposarsi sebbene persista – sia per le coppie etero che per quelle omosessuali – l’obbligo di mantenimento verso i figli.
Il forum continua sottolineando che «sarebbe invece più serio evidenziare che oggi le coppie omosessuali hanno molti meno obblighi rispetto alle coppie sposate: possono avere due prime case senza problemi fiscali, sono trattate con inusuale riguardo da fisco, pubbliche amministrazioni, aziende, mass media, istituzioni». Molto facile rilevare che questa è una situazione comune a tutte le coppie non sposate anche eterosessuali. Il Forum involontariamente offre un argomento a favore dell’istituzione del matrimonio omosessuale: nel momento in cui una coppia di fatto omosessuale si sposasse potrebbe perdere (come una eterosessuale) la possibilità di avere due prime case (esenti da Imu) e l’emersione di questa situazione di fatto sarebbe tutta a vantaggio per l’erario con più risorse anche a sostegno della “famiglia tradizionale”.
Sempre per il forum «la richiesta di estensione di strumenti come la reversibilità delle pensioni o la quota di “legittima”, in termini di eredità, sono connessi, nelle proposte in discussione oggi, come nuovi diritti, totalmente scollegati da quei doveri di reciprocità, di stabilità, di fedeltà, di assistenza e cura, che la famiglia invece esige». A sostegno di questa ipotesi viene sottolineato che «il progetto di legge Galan per le “unioni omoaffettive”, per esempio, chiede tutto ciò, ma consente di sciogliere tale unione dopo soli tre mesi di separazione». Proprio per evitare che – con le unioni civili – ci possano essere situazioni più favorevoli a vantaggio delle coppie omosessuali l’unica soluzione possibile resta senza ipocrisia il matrimonio per le unioni dello stesso sesso con annessi diritti e doveri di quelle di sesso diverso.
Invece l’associazione di stampo cattolico si stupisce «che questi “paladini” dei cosiddetti diritti civili siano gli stessi che rimangono drammaticamente e costantemente silenziosi di fronte all’urgenza di dare finalmente una mano alle famiglie che ogni giorno costruiscono l’Italia, curano i propri figli, li preparano ad essere cittadini di domani, assistono i propri anziani e disabili, garantiscono la coesione sociale, subiscono sistematicamente un fisco che penalizza i carichi familiari, mentre sono abbandonate nei loro bisogni, senza nulla in cambio che una quotidiana diffamazione, perché la famiglia pare solo il luogo della violenza». Evidentemente sono ignari che il gay pride di Torino di quest’anno è stato dedicato proprio alla famiglia con in testa al corteo proprio i bambini delle famiglie omosessuali. Difficile inoltre che il concetto di famiglia sia estraneo agli attivisti per i diritti civili per gli omosessuali: infatti bisogna evidenziare che bambini ed adolescenti con genitori omosessuali sono già una realtà in Italia. Una ricerca realizzata nel 2005 da Arcigay e dall’Istituto superiore di sanità stimava in 100mila i bambini e ragazzi italiani con almeno un genitore omosessuale: considerando anche i genitori si otterrebbe la popolazione di una città come Venezia. Essendo la ricerca del 2005 questa stima oggi sarà di certo superiore: molte di queste famiglie sono riunite nell’associazione “Famiglie Arcobaleno”. Famiglie che. per usare le stesse parole del Forum «costruiscono l’Italia, curano i propri figli, li preparano ad essere cittadini di domani, assistono i propri anziani e disabili, garantiscono la coesione sociale». Inoltre dovrebbero essere proprio i sostenitori della famiglia “tradizionale” a spingere affinché anche in Italia – come nel resto dell’Europa occidentale – si arrivi anche al matrimonio per le coppie dello stesso sesso avendo, come ha sottolineato il sindaco di New York Michael Bloomberg, un significativo impatto economico. Nella sola città di New York nel primo anno d’introduzione il volume d’affari complessivo è stato di 259 milioni di dollari: un business di cui si sono avvantaggiate anche le “famiglie tradizionali”. Non a caso anche sullo stesso Avvenire si è preso atto che nei Paesi dove è stato introdotto il matrimonio omosessuale non è venuto meno il sostegno alle famiglie eterosessuali.
Anche – ma non solo – per questo motivo un legislatore che ha a cuore il benessere della famiglia dovrebbe introdurre senza esitazioni la possibilità di sposarsi anche per le coppie dello stesso sesso: il resto è solo retorica.

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