Quegli armaioli degli anglicani (ma solo per il tre per cento)

Nuova patata bollente per la Chiesa anglicana che – come rivela l’Independent – ha investito 10 milioni di sterline nella General Electric una delle principali fabbriche d’armi al mondo che fornisce, assieme alla sua controllata General Aviation, tecnologie per velivoli da combattimento, da trasporto militare, elicotteri, veicoli terrestri ed aerei senza pilota (droni) che sono impiegati nei conflitti in tutto il mondo.
La Chiesa ha difeso l’investimento sostenendo che meno del tre per cento del fatturato della General Electric si basa sulla vendita delle armi.
La General Electric produce anche il motore F101 che è usato sul bombardiere strategico Rockwell B-1 Lancer.
Alcuni membri della Chiesa hanno reagito con rabbia alla notizia. Keith Hebden, un sacerdote anglicano che è stato arrestato all’inizio di quest’anno per aver fatto irruzione nella sede della RAF (l’aeronautica militare britannica) di Waddington da dove i droni utilizzati in Afghanistan sono controllati ha detto che la politica della Chiesa è sbagliata: «Significa che abbiamo un interesse nel voler che ci sia la guerra».

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