The new American way: marijuana is ok.

L’America si sta lentamente avviando verso la strada della legalizzazione della marijuana: in Uruguay presto potrebbe essere approvata una legge che consentirà l’acquisto di una dose massima di 40 grammi di marijuana al mese al costo di un dollaro al grammo mentre anche gli statunitensi ormai sono in gran parte favorevoli alla fine del proibizionismo sulle droghe leggere il cui uso ricreativo è già consentito – dopo una consultazione popolare – in Colorado e nello Stato di Washington.
L’importante istituto di ricerca Gallup ha sondato il parere degli statunitensi su questo tema dal lontano 1969 e nella rilevazione del 2013 emerge che il 58 per cento dell’opinione pubblica è favore della cannabis legale contro il 39 che ancora si oppone. Il sondaggio Gallup conferma una rilevazione dell’istituto Pew Research Center di aprile in cui risultava come gli americani fossero in maggioranza del parere che le droghe leggere dovessero uscire dalla clandestinità.
Nel 1969 solo il 12 per cento era a favore della marijuana legale mentre la gran parte degli americani era contraria (84 per cento): negli anni Settanta questa percentuale è più che raddoppiata arrivando al 28 per cento per mantenersi relativamente stabile sino al 2000.

Inoltre una percentuale considerevole di statunitensi (38 per cento) ha ammesso – secondo un altro sondaggio Gallup – di aver provato almeno una volta nella vita la marijuana: anche questo potrebbe essere stato un elemento a favore della “sdoganamento sociale” a favore di questo genere di sostanza.

A sostenere principalmente la legalizzazione è chi si identifica nel Partito Democratico (65 per cento) mentre i Repubblicani sono ancora restii ad un simile provvedimento che raccoglierebbe il consenso solo del 35 per cento del proprio elettorato: tra gli indipendenti il favore è del 62 per cento. Bisogna rilevare che rispetto all’anno scorso è aumentato di quattro punti percentuali il consenso tra i Democratici (l’anno scorso era del 61 per cento) ma anche tra i Repubblicani lentamente aumentano i sostenitori (nel 2012 erano il 33 per cento con un incremento del due per cento quest’anno). Tra gli indipendenti è considerevolmente aumentato il sostegno per la marijuana legale passando dal 50 per cento dell’anno scorso al 62 di quest’anno.

Ad essere decisamente a favore della fine del proibizionismo sono i giovani tra i 18 ed i 29 anni: il 67 per cento è d’accordo contro un 31 di contrari. Anche la maggior parte degli adulti tra i 30 ed i 49 anni sostiene la cannabis legalizzata (62 per cento di favorevoli e 35 di contrari). Maggioranza a favore della legalizzazione anche tra le persone tra i 50 ed i 64 anni (56 d’accordo e 40 contrari) mentre restano contrari gli over 65 (il 53 per cento non sarebbe contento nella marijuana legalizzata ma un considerevole 45 è a favore). Anche considerando il fattore generazionale è facile aspettarsi che in futuro il sostegno alla cannabis legalizzata possa aumentare.

Negli Usa in questi anni sono aumentati gli interventi che denunciano l’inutilità della cannabis illegale. L’’organizzazione non governativa internazionale per la difesa dei diritti umani Human Rights Watch ha denunciato di come siano dannosi ed inefficaci nella lotta alla criminalità gli arresti per il possesso di modiche quantità di droga leggera mentre anche Gary Becker, professore di economia e sociologia presso l’Università di Chicago e premio Nobel per l’economia nel 1992, e Kevin Murphy, professore di economia alla University of Chicago Booth School of Business erano intervenuti nel dibattito con un articolo sul Wall Street Journal affermando che fosse arrivato il tempo di alzare bandiera bianca nella guerra alla droga.

Anche a livello politico ci sono stati degli interventi: il candidato sindaco dei Democratici alle prossime elezioni comunali della città di New York sul Guardian ha proposto di tassare la marijuana ed usare gli introiti per un miglioramento del sistema scolastico mentre il presidente del Guatemala Otto Pérez Molina sempre sul Guardian aveva denunciato come il mercato illegale della cannabis ha schiacciato il suo Paese tra gli Stati produttori del Sud America ed i Paesi consumatori del Nord (in primis gli Usa).

L’amministrazione Obama è sempre stata flessibile in materia. Pur non essendo a favore della legalizzazione della marijuana a livello federale, a fine agosto il vice Procuratore Generale James Cole ha annunciato che il Dipartimento di Giustizia non si opporrà alla legittimità dei referendum dello Stato del Colorado e di quello di Washington che hanno portato all’uso ricreativo della cannabis.

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