Americani sempre meno forcaioli ma ancora troppo

La pena di morte è sempre stato un argomento controverso negli Stati Uniti e l’istituto di ricerca Gallup monitora il consenso degli statunitensi verso la pena capitale dal lontano 1937.
In questo periodo in cui Gallup ha misurato le opinioni nei confronti della pena di morte emerge che gli americani generalmente approvano questo strumento nonostante ci sono stati periodi storici in cui il consenso è stato superiore o inferiore. Le leggi statali e federali oltre alla sentenze legali hanno avuto l’effetto di muovere l’opinione pubblica ed ora un numero crescente di Stati ha preso provvedimenti per abolire la pena di morte.
Attualmente il consenso è diminuito anche per alcune moratorie messe in atto in alcuni Stati dopo che diversi condannati furono trovati innocenti dei crimini di cui erano accusati. Dal 2006 sei Stati hanno abrogato la pena di morte: l’ultimo il Maryland quest’anno.
Non è chiaro se la Corte Suprema potrebbe mai riconsiderare la sua decisione sulla costituzionalità delle leggi statali sulla pena di morte. La maggior parte delle recenti sentenze hanno riguardato l’incostituzionalità per i minori e gli incapaci di intendere e di volere.
Dall’ultima rilevazione emerge che il favore è il più basso degli ultimi 40 anni nonostante ancora sei cittadini su dieci siano a favore della morte per i condannati per i crimini più gravi. Nonostante il 60 per cento veda ancora di buon occhio questo strumento, questo dato è il più basso dal novembre del 1972 quando il 57 per cento era a favore. La pena di morte raggiunse un picco di consensi nel 1994 quando otto americani su dieci erano a favore ma da allora sempre meno persone l’hanno approvata.
I consensi più bassi si sono registrati durante gli anni Sessanta quando – per l’unica volta – i consensi sono stati inferiori rispetto alle persone che erano contro questo strumento. Da allora fino alla metà degli anni ’90, il supporto alla pena di morte è salito, raggiungendo l’80% nel 1994, un anno in cui gli americani consideravano il crimine come il problema più importante degli Stati Uniti.

Ad essere maggiormente a favore della pena di morte sono i Repubblicani i cui consensi raggiungono l’81 per cento mentre solo 47 Democratici su 100 l’approvano. Tra gli indipendenti l’appoggio raggiunge il 61 per cento e corrisponde alla media nazionale.
Il sostegno tra tutti e tre questi gruppi politici è diminuito negli ultimi 25 anni con il maggior calo registrato tra i Democratici mentre dal 2011 è aumentato di otto punti percentuale tra i Repubblicani.

Uno degli argomenti degli oppositori alla pena di morte è l’applicazione a persone che poi vengono trovate innocenti: il 52 per cento crede che la pena di morte sia applicata giustamente negli Stati Uniti, una percentuale più bassa di quel 60 che è a favore della pena capitale.

Il 44 per cento degli intervistati ritiene che la pena di morte venga applicata troppo poco mentre la metà (22 per cento) pensa che sia inflitta troppo spesso ed un 26 dichiara sia applicata adeguatamente rispetto ai crimini commessi. Gli americani sono sempre stati più propensi a dire la pena di morte non è imposta abbastanza spesso in coerenza con il loro favore verso la pena di morte. Tuttavia questa percentuale è una delle più basse degli ultimi anni.

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