I cattolici pretendono il monopolio della piazza: a Bergamo contestate le “Sentinelle anti-gay”.

Anche in Italia sono sbarcate le “Sentinelle in piedi” che – come i loro alter-ego francesi – si oppongono al disegno di legge contro l’omofobia esclusivamente rimanendo in piedi nelle piazze e leggendo un libro.
“Sentinelle contestate a Bergamo. Oltre a non poter parlare, non si può più nemmeno stare in silenzio?”: così titola Tempi, l’organo d’informazione vicino al movimento cattolico di Comunione e Liberazione, in merito ad una manifestazione delle Sentinelle tenutasi nella città lombarda.
«Spiacevole episodio durante una pacifica veglia» sino al momento in cui «contestatori Lgbt hanno cercato di provocare un gruppo di sentinelle in piedi»: così scrive Emanuele Boffi.
Il resoconto è molto dettagliato: «Per circa un’ora duecento persone si sono disposte ordinatamente a scacchiera e hanno, come è loro abitudine, ognuno per suo conto e silenziosamente, letto un libro. Ma il gruppo di contestatori hanno (sic, ndr) iniziato a urlare slogan offensivi o cercato di provocarli al solo fine di scatenare una reazione. I contestatori hanno srotolato striscioni (“Liberi di amare” si leggeva su uno e “Chiamo imbecille chi ha paura di godere. A. Camus” su un altro). La cinquantina di attivisti Lgtb tenevano in mano un libro viola (o solo la sua copertina) e deridevano i presenti che non hanno reagito, tranne un anziano signore che, spazientito, si è lasciato scappare qualche insulto, dal quale le sentinelle si sono subito dissociate. Due militanti Lgtb si sono baciati davanti a una bandiera della pace».
Più duro il commento di Renzo Masi sulla Nuova Bussola Quotidiana che titola “Ti accusano di omofobia anche se non apri bocca”. Un caso di “intolleranza” per il giornalista che così descrive quanto successo: «Lo scenario che si viene a creare nel giro di pochi minuti è questo: da una parte circa 170 Sentinelle in piedi, immobili e silenti, ciascuna immersa nella lettura di un libro differente, dall’altra un chiassoso gruppo di manifestanti tutti con in mano la copertina di un libro intitolato “Le cose cambiano”. Il tutto accompagnato da uno striscione con una frase di Camus (“Chiamo imbecille chi ha paura di godere”) e da alcuni sfottò. (…) Per tutta la durata della veglia alcuni di loro passeggiano tra le file dei veglianti lanciando provocazioni e sventolando bandiere arcobaleno (…). Al termine della veglia i partecipanti di “Bergamo contro l’omofobia” passano ai veri e propri insulti, ai buu, ai “rinchiudeteli in manicomio” e agli immancabili baci gay».
Così come scrive Masi, la contestazione alle Sentinelle è stata realizzata dall’associazione Bergamo contro l’omofobia, un’associazione che ha organizzato molte iniziative tra cui la mostra fotografica I baci rubati presentata il 5 luglio 2010 al Parlamento Europeo di Strasburgo: evento che ha avuto un grande successo nella sede del Parlamento scatenando un caso mediatico che ha coinvolto anche la stampa internazionale.
Difficile trovare dettagli della manifestazione sulla stampa che – evidentemente non trovando l’evento degno di nota – ha praticamente ignorato la dimostrazione delle Sentinelle.
Nonostante non ci sia stato molto interesse da parte dei media qualche dettaglio in più viene dalla pagina Facebook delle Sentinelle in piedi di Bergamo. Dalle foto della manifestazione (pubblicate di seguito) le persone sembrano molto di meno rispetto alle duecento che – secondo Emanuele Boffi su Tempi – hanno partecipato: invece di duecento sembrano al massimo una cinquantina. Inoltre non risulta – guardando le foto – che siano stati urlati slogan offensivi o ci siano state provocazioni: si vedono solamente degli attivisti Lgbt che stazionano tenendo in mano semplicemente un libro imitando il comportamento delle Sentinelle. Si nota invece la doverosa – ma calma – presenza delle forze dell’ordine che non intervengono neanche a separare i due gruppi evidentemente perché la situazione era talmente rilassata da non renderlo necessario. Anche nella pagina youtube del movimento non sono stati pubblicati video di contestazioni ed è certamente strano che – nonostante non sia la prima uscita pubblica delle Sentinelle bergamasche – non sia stato girato nessun video (magari anche con un semplice smartphone) degli attivisti di Bergamo contro l’omofobia che gridano “slogan offensivi”.

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Qualche elemento in più viene offerto dal portale d’informazione indipendente Bgreport che ha pubblicato anche un video di quanto accaduto (riproposto di seguito) in cui si nota che alcune Sentinelle avessero come libro da leggere Ordine futuro, la rivista legata al movimento politico di estrema destra Forza Nuova.
Nel video si sente che una “sentinella” gridare “culi” ai manifestanti per i diritti gay ma ovviamente, come scrive Emanuele Boffi su Tempi, le Sentinelle «non sono omofobi, non incitano alla violenza, non vogliono discriminare nessuno e, soprattutto, non spingono al suicidio quei ragazzi che vivono con sofferenza la loro condizione omosessuale». Ovviamente gridare “culo” – magari ad un ragazzo – non lo spinge al suicidio e non è sintomo di omofobia e di disprezzo.

Per Boffo le Sentinelle «esprimono democraticamente e persino silenziosamente il loro dissenso rispetto alla cosiddetta Legge Scalfarotto» e si domanda: «Sono liberi di farlo oppure no?». Ovviamente le Sentinelle sono libere di esprimere il loro dissenso ma la libertà di esprimere il proprio punto di vista in un luogo aperto al pubblico come una piazza non comprende anche il diritto a non essere contestati o criticati – nello stesso luogo e nello stesso momento – da persone che hanno un punto di vista diverso: non esiste di certo il monopolio dell’espressione delle idee.
Inoltre – così come hanno fatto gli attivisti Lgbt – tenere in mano copie di un libro (Le cose cambiano), baciarsi, esporre striscioni o la bandiera della pace non sono certamente azioni di disturbo. Ma è noto che il mondo cattolico si scopre paladino della libertà d’opinione solo se si tratta di difendere il proprio pensiero quasi come se il diritto di esprimere le proprie posizioni sia anche il diritto a non essere criticati.
Nonostante le immagini ed il video offrano una realtà ben diversa si può credere ad Emanuele Boffi di Tempi quando scrive che «i contestatori (Lgbt, ndr) hanno  iniziato a urlare slogan offensivi o cercato di provocarli». D’altra parte come non credere ad un organo d’informazione che ha tra le proprie fonti un sito secondo cui l’iPhone 5s sarebbe stato canonizzato? Forse per crederci serve un po’ di fiducia o – meglio ancora – di fede.
E naturalmente si può credere anche a Renzo Masi sulla Nuova Bussola Quotidiana secondo cui gli attivisti di Bergamo contro l’omofobia per tutta la durata della veglia passeggiavano tra le Sentinelle «lanciando provocazioni e sventolando bandiere arcobaleno» lasciandosi andare alla fine a veri e propri insulti. Ovviamente serve sempre molta fede perché anche nelle foto pubblicate dalle Sentinelle non c’è traccia di tutto questo ma si sa che la fede aiuta sempre.


Video della contestazione realizzato da Bergamo contro l’omofobia e presente nella loro pagina youtube.

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