Meglio un pregiudicato di una drag queen: parola di Rino Cammilleri.

Rino CammilleriPreferire “Genny a’ Carogna” (il capo ultrà del Napoli che ha “mediato” con le forze dell’ordine durante la partita Napoli-Fiorentina di Coppa Italia) a Conchita Wurst che ha vinto l’Eurovision Song Contest 2014 (o anche Festival della Canzone Europea)? Sì almeno per Rino Cammilleri (da non confondere con il famoso scrittore siciliano “padre” del commissario Montalbano Andrea Camilleri) con un articolo sul quotidiano cattolico online La Nuova Bussola Quotidiana.
«Un tempo le donne barbute le esibivano nei circhi ed erano considerate dei poveri scherzi di natura, da guardare con un certo ribrezzo e soprattutto da compiangere»: così scrive Cammilleri.
Il giornalista poi mette in dubbio i meriti del cantante: «Qui non si discute delle doti vocali di Conchita o della bellezza della canzone, perché, se davvero le une e l’altra erano così straordinarie, sarebbero state subissate di voti lo stesso. Il sospetto è che non sarebbero state subissate lo stesso. Da qui la necessità spasmodica di concentrare in qualche modo il riflettore in mezzo a decine di concorrenti. (…) Come volevasi dimostrare, se Tom Neuwirth non si fosse inventato i lamé e la barba nessuno se lo sarebbe filato e al massimo avrebbe guadagnato un onesto posto in classifica. (…) Ha vinto il gender, dunque, non la canzone né la voce, ed è inutile far finta che non sia così».

Conchita WurstUn dubbio legittimo quello che si pone Cammilleri: forse senza il suo personaggio la canzone non avrebbe avuto l’ambito premio e lo stesso dubbio potrebbe essere applicato nel caso della vittoria di Suor Cristina al programma The Voice. La soluzione è comunque pronta ed anche l’opzione: «Prepariamoci, perciò, a ospitate televisive di Tom/Conchita, per chi –come chi scrive- se lo/la fosse perso/a in eurovisione. Tranquilli, c’è sempre il telecomando. Almeno, finché non ce lo sequestreranno per legge quando l’ideologia gender e unstoppable diventerà obbligatoria. Per quanto mi riguarda, preferisco Genny a’ Carogna».
Insomma meglio un capo ultrà chGenny a Carognae indossa una maglietta inneggiante alla libertà per Antonino Speziale, condannato in via definitiva per l’omicidio del poliziotto Filippo Raciti? Meglio Genny a’ Carogna ossia Gennaro De Tommaso che – come riporta l’Unità – è figlio di Ciro De Tommaso presunto affiliato al clan camorristico del Rione Sanità dei Misso? Meglio quel Genny pregiudicato con vari reati alle spalle ed un arresto per droga rispetto ad una drag queen? Meglio una persona sottoposta a Daspo rispetto ad un cantante? Sì, almeno per Rino Cammilleri, giornalista e scrittore cattolico ed ex musicista (i suoi due album «Città di Luce» e «I Cavalieri» rimangono dei capolavori della musica italiana). Comunque de gustibus non disputandum est e molti preferiranno Conchita Wurst a “Genny a’ Carogna” e forse anche allo stesso scrittore Rino Cammilleri (da non confondere invece con il bravissimo Andrea Camilleri). Per quanto mi riguarda preferisco Conchita Wurst a Genny a’ Carogna.

Advertisements

2 pensieri su “Meglio un pregiudicato di una drag queen: parola di Rino Cammilleri.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...