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Sentenza terremoto de L’Aquila: i cattolici di Uccr hanno già le motivazioni della sentenza?

La sentenza del tribunale de L’Aquila che ha condannato gli scienziati della commissione Grandi rischi ha scatenato le polemiche dei media sia italiani che internazionali.
Non potevano mancare all’appello i cattolici dell’associazione Unione cristiani cattolici razionali che – con un articolo a firma di Aldo Vitale – titolano: “Sentenza terremoto L’Aquila: giudici vittime dell’ideologia scientista”.
Il signor Vitale intervenendo in merito alla sentenza vuole prendere le difese dei giudici o meglio di quelli che lui definisce «giudicini» in quanto è «meglio definirli così, mossi a tenerezza dal loro essere così sprovveduti ed indifesi, come dei pargoli di campagna, soprattutto ora che subiscono le scomuniche e gli anatemi della “chiesa” scientifica internazionale».
Secondo il signor Vitale «non sono gli scienziati vittime dei giudicini, ma sono i giudicini vittime degli scienziati» i quali «hanno condannato degli scienziati perché secondo loro, in buona sostanza, non hanno saputo far scienza, o meglio non hanno saputo far funzionare la scienza».
Quindi «I poveri giudicini che hanno emesso questa sentenza, sono, in buona sostanza, vittime della cultura odierna». Continua a leggere

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La destra religiosa chiede la rottamazione di Emma Bonino: cosa dire di Berlusconi, Giovanardi e Formigoni?

Tra le varie crociate dell’Unione cristiani cattolici razionali rientra la battaglia politica contro i Radicali.

Nel commentare un articolo di Piergiorgio Odifreddi in cui si puntava il dito contro i politici che siedono in parlamento da decenni, gli uccrociati pubblicano un articolo dal titolo “Odifreddi contro i dinosauri della politica, dunque Emma Bonino”.

Ovviamente la loro critica è verso l’esponente radicale: secondo gli uccrociati «Emma Bonino è da vent’anni che tenta di fare politica».
Siccome gli uccrociati scrivono che Emma Bonino “tenta” di fare politica da vent’anni è interessante leggere il suo curriculum politico.
Dal 1979 al 1988 siede al Parlamento europeo, seggio che rioccuperà dal 1999 al 2006.
Dal 23 gennaio 1995 al 12 settembre 1999 viene nominata Commissario europeo per gli aiuti umanitari e per la tutela dei consumatori.
Viene eletta deputato per la VII, VIII, X, XI, XII e XV legislatura.
Dal 17 maggio 2006 all’8 maggio 2008 è ministro del Commercio internazionale e delle politiche europee nel II Governo Prodi.
Per la XVI legislatura viene eletta Senatrice della Repubblica assumendo l’incarico di Presidente della Commissione per la parità e le pari opportunità e di Vicepresidente del Senato.
Ha ricevuto le seguenti onorificenze: “Gran Cruz de la Orden de Mayo” (1995) da parte del Presidente dell’Argentina, “Personalità Europea dell’Anno” (1996) da parte della rivista cattolica francese La vie, “Premio Principe delle Asturie” (1998) per la cooperazione internazionale da parte del Principe Felipe di Spagna, “Premio Nord-Sud” (1999) del Consiglio d’Europa, “Ordine del Principe Branimir” (2002) dal presidente della Croazia “per il suo contributo all’indipendenza della Croazia e per la sua promozione della democrazia”, “Gonfalone d’Argento” (2002) dalla regione Toscana per la sua attività di promozione dei diritti umani in special modo contro la pena di morte, “Premio Presidente della Repubblica” (2003) per il suo impegno nella promozione dei diritti umani e civili nel mondo, “Commendatore della Legion d’Onore” (2009): quest’ultima onorificenza è stata l’occasione per l’ambasciatore francese Jean-Marc de La Sablière per «onorare una donna politica eccezionale e una cittadina europea esemplare» premiando la sua «carriera di militante europea e di promotrice di campagne a favore dei diritti delle donne nel mondo».
Insomma non è niente male per una donna che, secondo gli uccrociati «è da vent’anni che tenta di fare politica». Continua a leggere

I ridicoli “perché” dei cattolici per opporsi alle unioni civili

Gli attivisti dell’associazione cattolica Uccr (Unione cristiani cattolici razionali) pubblicano un articolo sulle unioni civili raccogliendo vari interventi (tutti – ad eccezione di uno – da Avvenire) contrari a questa introduzione.

Gli uccrociati riportano un articolo di Avvenire secondo cui le unioni civili sono richieste da coloro che «in nome di una libertà assoluta rifiuta il matrimonio (anche solo civile), che avrebbe il torto di regolarizzare il rapporto, ma cui va stretta anche la convivenza, che non dà alcun riconoscimento pubblico. Per chi, in definitiva, non accetta le responsabilità e i doveri di un vero matrimonio (civile o religioso che sia), ma ne esige tutti i diritti, nei confronti del partner, dei figli e dell’intera società. Diverso il caso delle coppie gay, che non sono spinte dalle stesse motivazioni ma che cercano con tale attestato di chiamare “matrimonio” la loro unione e “famiglia” la loro convivenza». Continua a leggere

Cattolici ed eutanasia: quanta confusione

Il blog dell’associazione cattolica Uccr (Unione cristiani cattolici razionali) pubblica un articolo dal titolo “«La tua vita non ha dignità», quando i medici impongono l’eutanasia”.
Questi sono i fatti così come li riporta il quotidiano britannico The Guardian. Un uomo pakistano di cinquantacinque anni – la cui identità non è stata rivelata – viene mantenuto in vita artificialmente al Pennine Acute Hospitals dopo aver subito gravi danni cerebrali.
L’ospedale è stato autorizzato dal tribunale a sospendere i trattamenti che mantengono in vita l’uomo nel caso in cui le sue condizioni peggiorino.
Il giudice Moyan ha infatti stabilito che in caso contrario avrebbe significato prolungare la morte del paziente e non prolungare la sua vita in modo significativo.
Secondo il giudice un eventuale intervento a seguito di un successivo arresto cardiaco provocherebbe una «una serie di interventi dannosi senza alcuna prospettiva realistica di tale trattamento produrre alcun beneficio».
Alla decisione del tribunale si sono opposti i familiari del paziente i quali hanno prodotto un video da cui emergerebbero dei miglioramenti del loro familiare ed evidenziando che secondo la religione islamica dell’uomo è necessario fare di tutto per tenere un uomo in vita.
Ovviamente è difficile stabilire se la decisione del tribunale sia giusta oppure se il paziente ha dei margini di miglioramento.
Nel commentare questa situazione, Nicola Terramagra sul blog di Uccr riprende un articolo pubblicato dal sito Tempi.it: quest’ultimo – per essere precisi – non usa mai il termine “eutanasia” ma si limita a riportare il fatto.

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I cattolici dell’associazione Uccr contro lo “stalinista” Vauro

Il blog dell’associazione cattolica Uccr (Unione cristiani cattolici razionali) dedica un articolo (a firma di Luciano Magnini) alla decisione di Vauro Senesi di lasciare Il Manifesto.

L’articolista di Uccr scrive che Vauro «ha scaricato un po’ codardamente il quotidiano comunista, in liquidazione e profonda crisi, per approdare a “Il Fatto Quotidiano”, anch’esso in crisi ma in modo meno serio».
Scrivere che Vauro sia stato codardo nel lasciare Il Manifesto è certamente esagerato. Nell’articolo stesso di Uccr si scrive che la collaborazione tra Vauro ed Il Manifesto è durata circa trent’anni ed i problemi finanziari del quotidiano sono ben noti. Il vignettista è rimasto fino a quando la sorte del giornale non è stata segnata (come sappiamo Il Manifesto è in liquidazione): cos’altro avrebbe dovuto aspettare Senesi? Forse si può definire codardo chi lascia un giornale per un approdo più sicuro (ma non credo neanche si possa definire tale una persona simile) ma non certamente chi lascia un giornale (o anche un’azienda) quando non c’è nessuna possibilità di continuare un percorso comune.
Magnini scrive anche che anche Il Fatto Quotidiano è in crisi: se Il Fatto fosse veramente in crisi c’è da chiedersi come mai sono riusciti ad organizzare una festa per i due anni del quotidiano con migliaia di lettori.

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I cattolici di Uccr: “Il divorzio triplica il rischio di ictus”. E gli annullamenti della Sacra Rota?

Meno male che esiste il Catechismo della Chiesa cattolica che riesce ad insegnarci la moralità e sopratttutto la coerenza: questo è quanto potremmo dire dopo aver letto il solito articolo dell’associazione cattolica Unione cristiani cattolici razionali dal titolo “Nuovi studi: divorzio triplica il rischio di ictus, matrimonio allontana la povertà”.
Il succo dell’articolo è molto semplice. Secondo «uno studio pubblicato sul Journal of Strokedimostra che gli uomini adulti che hanno sperimentato il divorzio dei genitori prima di aver compiuto 18 anni, presentano tre volte più probabilità di subire un ictus rispetto agli uomini i cui genitori sono rimasti assieme».
Sebbene è – purtroppo – quasi scontato che una infanzia infelice possa influire sullo sviluppo psicofisico del bambino, bisognerebbe chiedersi se il clima familiare sia migliore per un bambino nel caso in cui i propri genitori fossero costretti a vivere tutta la vita assieme nonostante una frattura insanabile.
Gli uccrociati scrivono che «Il Dailymail ha però fatto notare che negli Stati Uniti i legislatori sembrano più impegnati “a promuovere il matrimonio gay, invece di puntellare il tradizionale matrimonio eterosessuale a favore dei bambini”».
Ovviamente in un discorso riguardante il divorzio deve spuntare il solito attacco al matrimonio omosessuale che non c’entra ovviamente nulla con la crisi della famiglia. Il legislatore può sicuramente aiutare la famiglia cosiddetta tradizionale ma un eventuale aiuto economico non viene di certo impedito dall’adozione del matrimonio omosessuale: c’è da dire che il legislatore ben poco può fare davanti alla crisi dell’istituto matrimoniale. Inoltre – come successo nello Stato di New York – l’introduzione del matrimonio omosessuale ha avuto un impatto economico di 259 milioni di dollari ed ha creato nuovi posti di lavoro come ha ammesso lo stesso sindaco Bloomberg: perciò l’introduzione del matrimonio omosessuale potrebbe creare nuove possibilità economica di cui potrebbero beneficiare anche le “famiglie tradizionali”. Continua a leggere

Uccr e le aggressioni finte contro gli omosessuali: i dati veri dell’Fbi

Il blog dell’associazione cattolica Unione cristiani cattolici razionali pubblica un articolo firmato da Livia Carandente sul caso di una donna americana – Charlie Rogers – arrestata per aver finto un’aggressione a sfondo omofobico.
Nell’articolo si riporta anche il caso di Joseph Baken che ha dichiarato di essere stato aggredito a causa della sua omosessualità e di Alexandra Pennell che avrebbe dichiarato di aver ricevuto delle lettere minatorie a sfondo omofobico: in entrambi i casi le storie si sono rivelate infondate.
Quindi sembrerebbe quasi che gli omosessuali non siano per nulla vittime dei cosiddetti “crimini di odio” negli Usa ma amini inventarsi delle finte aggressioni.
Un aiuto per conoscere meglio la situazione ci viene dalla famosa Fbi (Federal Bureau of Investigation) che ogni anno pubblica le statistiche sui cosiddetti “crimini di odio”. I crimini di odio sono quelli che avvengono in base alle caratteristiche della persona (crimini per motivi razziali, etnici, religiosi, orientamento sessuale, etc.).
Ovviamente l’aggressione subita da un omosessuale per rubargli il portafogli non rientra nei crimini d’odio ma è un crimine comune. Continua a leggere